Chiesa

Essere chiesa è una condizione che possiamo vivere solo collettivamente, non esiste una chiesa individuale, il corpo di Cristo si manifesta nella comunità di fede, che grazie alla misericordia ricevuta raggiunge la grazia di una nuova vita che si manifesta nell’amore, ed è proprio questa espressione di amore restaurato che trabocca nelle relazioni e permette la nascita dell’eklesia, l’assemblea dei santi seduti in Gesù uniti dallo Spirito Santo, rivelando al mondo la sua identità di amore per il Padre e per il prossimo attraverso il Vangelo.

L'obiettivo: Gesù

Il nostro obiettivo principale è quello di essere una chiesa di adoratori in Spirito e verità, che crescono e camminano insieme con profondità e umiltà, abbastanza leggera da essere trasportata dal vento e abbastanza solida da non essere abbattuta dalle tempeste. Dove il tempio sono i cuori, dalle cui acque vive fluiscono e traboccano crescendo lateralmente e non verso l’alto, essendo edificati nell’amore per vivere attraverso di esso in modo semplice e intenzionale questa realtà, dove Lui è la ragione di tutte le cose e si esprime ogni giorno attraverso un’alleanza spirituale di amare Dio e gli altri come Gesù ci ha amati.

Amare come l'Amore ha amato

L’amore non è solo un sentimento o un atteggiamento di bontà, ma l’essenza stessa di Dio rivelata in Gesù. In Lui vediamo la natura del Padre espressa in modo completo e, allo stesso tempo, troviamo la nostra identità di figli e membri del corpo di Cristo, partecipi di quella stessa natura.


Vivere in Cristo significa vivere nell’Amore, che va ben oltre le buone opere. Paolo ricorda ai Corinzi che anche gli atti generosi possono essere vuoti se non sono radicati nell’amore. Pertanto, amare come Gesù ha amato è il frutto di una vita di intimità con il Padre, dove conoscerLo, ascoltare la Sua voce e percepire la Sua volontà precedono qualsiasi azione. Solo a partire da questa relazione possiamo discernere cosa sia amare veramente e, così, manifestare l’Amore nella nostra vita.

Noi siamo la Chiesa

Come corpo di Cristo, siamo chiamati a vivere quotidianamente la realtà dell’amore in tutti gli ambiti della vita: nel cuore, nella famiglia, nelle relazioni e nella comunità. Questa unione intenzionale rivela l’identità della famiglia di Dio sulla terra ed esprime la manifestazione del Suo Regno in mezzo a noi.

 

Sebbene la parola “chiesa” sia spesso associata a uno spazio fisico, il Nuovo Testamento mostra che essa si manifesta nella comunione dei santi, che va ben oltre un edificio. Quando vediamo la chiesa come il raduno vivente dei fratelli in Cristo, comprendiamo con maggiore chiarezza le sue dimensioni e i suoi fondamenti. È su questi principi elementari che vogliamo fare chiarezza, a complemento della nostra dichiarazione di fede.

Sacerdozio di tutti i santi

che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti al suo Dio e Padre, a lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

Il primo aspetto da osservare con attenzione è la realtà sacerdotale della chiesa e le sue conseguenze nella vita quotidiana dei cristiani. Questo punto è estremamente importante e, più che altro, vitale per la vita comunitaria. Comprendere che la chiesa, a differenza delle altre religioni, non possiede un rito religioso carico di simbolismo, con i suoi luoghi sacri e i suoi sacerdoti professionisti. Al contrario, l’ekklesia di Gesù è un’assemblea di sacerdoti, i cui cuori sono il luogo sacro di adorazione e la fede in Gesù, testimoniata dallo Spirito Santo, è l’unico elemento che sostiene questa relazione.


In questo luogo di comprensione, il sacerdozio non è un ufficio o un’attività dissociata dalla vita comune, ma un’espressione dell’identità di un popolo che, attraverso la preghiera individuale e comunitaria, governa la realtà in un rapporto di intimità, libertà, sottomissione e obbedienza alla rivelazione dell’amore di Dio in tutti i suoi aspetti.

Atteggiamento profetico

Io mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi disse: «Guàrdati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli che custodiscono la testimonianza di Gesù: adora Dio! Perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia».

Come conseguenza di questa vita sacerdotale, troviamo nella testimonianza di Gesù la guida, l’esempio, ma anche la forza motrice affinché noi siamo nel mondo questo messaggio vivo dell’amore del Padre, rivelato in noi attraverso lo Spirito tramite il Figlio.


La conseguenza dell’essere testimoni di Cristo, Dio incarnato, espressione esatta dell’essere di Dio, è una vita profetica che indica Lui in tutto ciò che fa, la via. In questa posizione, vediamo Gesù permeare tutte le relazioni di chi si pone come suo discepolo. Per lui non c’è divisione tra sacro e profano. Per chi ha santificato il proprio cuore, tutto ciò che fa è sacro o offende la sua santità. Non c’è spazio né tempo libero da questa relazione, la conseguenza è Gesù, nella gioia o nella tristezza, nell’abbondanza e nella scarsità, in tutto siamo rafforzati affinché in tutto Egli sia rivelato.

Maturità comunitaria

È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo;

Nel cammino di testimonianza di Gesù, la frustrazione, la paura, l’errore sono comuni nella vita del cristiano, ed è proprio in questa guerra tra il desiderio dello Spirito di manifestare Gesù in noi e la carne che insiste nel trattenerci nella nostra vecchia natura, che la rivelazione dell’amore comunitario si presenta in modo profetico tra i fratelli nell’esortazione, nel conforto e nell’incoraggiamento, con l’obiettivo della reciproca edificazione e della maturazione dei santi.


È nella ricerca della testimonianza di Gesù che i ministeri si sviluppano nel seno della chiesa e questa matura, edificata nell’amore nella misura della statura di Cristo. Dove l’obiettivo è Lui, e la ricerca della maturità si estende a tutta la comunità, servendo gli uni gli altri nel timore del Signore, avendo Lui stesso come esempio di leadership e servizio paziente nel discepolato e nell’empowerment dei santi.

Discepolato integrale

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente».

Partendo dalla comprensione della chiesa, il cui tempio sono i cuori, e questi sono indissociabili dal loro rapporto con il Signore, il discepolato desiderato non si limita ad ambienti e periodi specifici dedicati all’insegnamento, ma piuttosto al processo indicato da Gesù nell’incarico apostolico: i battesimi sono la ricetta.

Tuttavia, questo battesimo non si limita all’atto simbolico che segna la nuova nascita, l’ingresso del figlio pentito che era morto e ora ritorna al padre. Ma piuttosto il battesimo che si rivela nell’etimologia della parola “baptizo” ed è associato al processo di immergersi e rimanere lì fino a quando l’ambiente in cui il cuore è stato immerso non entra in esso, in un contesto che parla di tempo e profondità, indicando la realtà del discepolato atteso che avviene nell’essere immersi in ogni momento e occasione nella realtà del cuore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Posizionamento apostolico

Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella verità: la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo.

Se sul fondamento profetico siamo immersi nella testimonianza di Gesù e nella sua rivelazione in noi, è nella consapevolezza dell’invio che comprendiamo l’integrità della missione di andare nel mondo, inviati con l’obiettivo di essere queste lettere viventi e insegnare a coloro che credono ad essere anche l’incarnazione di questa scrittura per tutte le nazioni.


Una volta chiarito l’obiettivo, dobbiamo agire con sottomissione e obbedienza spirituale in modo mirato allo sviluppo personale e collettivo di questa testimonianza, rispondendo a livello comunitario, ma anche individuale, al soffio dello Spirito e ai suoi movimenti sulla terra, che ora punta verso l’interno, ora verso l’esterno, ma sempre seguendo i piani rivelati dal Padre nella persona del Figlio.

Ovunque

{In verità} vi dico anche: se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

L’ultimo pilastro della nostra vita ecclesiale è legato alle condizioni fisiche necessarie per questo incontro sacerdotale di quei cuori che sono tempio e dimora dello Spirito Santo, e per Lui sono uniti in un unico edificio spirituale che non è collegato e tanto meno limitato a nessuna struttura naturale creata a questo scopo.


Comprendendo che la nostra azione come chiesa non ha limiti fisici né geografici ed è legata all’unità di mente, fede e spirito, nell’intenzionalità di cercare l’intimità del sacerdozio di tutti i santi, ampliamo il nostro raggio d’azione apostolico e profetico dove, come disse John Wesley: il mondo è la mia parrocchia.

Igrejando

Una volta presentati e definiti questi principi, molti ci chiedono quali siano gli aspetti pratici legati a questa visione della vita come chiesa. Di fronte a ciò, desideriamo esprimere questi punti nel modo più chiaro e obiettivo possibile, sapendo che potrebbero generare alcuni conflitti con la nostra cultura contemporanea e chiarendo fin da subito che questo non è il nostro obiettivo.

 

Amiamo e rispettiamo le diverse espressioni ecclesiali che sono il frutto di cuori desiderosi di vivere la volontà del Signore nel corso della storia e la maggior parte di esse sono pure e si sono sviluppate nelle forme più diverse, ma con l’obiettivo comune di rispondere alla chiamata che lo Spirito ha generato in un determinato spazio di tempo e cultura.

Igrejar

La Chiesa non è un luogo, ma un verbo, un’azione che si sviluppa nel contesto comunitario. Non andiamo in chiesa, insieme seduti in Cristo nelle regioni celesti siamo chiesa.

Tempio

Il nostro corpo è il tempio, e i cuori sono la dimora del Signore, l’arca che porta la legge di Dio rivelata nello spirito dallo Spirito che ci guida attraverso il suo bastone d’amore.

Spazio

Il luogo di riunione della chiesa non è la chiesa stessa, ma solo uno spazio fisico che possa ospitare tale assembramento. Questo può essere qualsiasi ambiente: una casa, un’azienda, una piazza.

Desestrutura

Di fronte alla nostra debolezza e alla nostra predisposizione a creare strutture e a vivere intorno ad esse, siamo intenzionalmente contrari all’istituzionalizzazione della vita della chiesa attraverso spazi fisici e funzioni ecclesiastico-amministrative.

Univocati

Siamo re e sacerdoti, un’identità che si completa nella chiamata a servire il mondo e il Signore in modo integrale con le nostre vite, indipendentemente dall’ambiente e dal tipo di attività, senza distinzione tra secolare e sacro.

Non professionisti

Per coscienza, siamo intenzionati a rinunciare al diritto di vivere del Vangelo per vivere per il Vangelo, dipendenti dalla sua provvidenza e saggezza per gestire il tempo e le nostre risorse intorno alla missione di essere chiesa sulla terra.

Servizio in movimento

I ministeri e i doni di servizio non sono titoli statici che etichettano, definiscono e delimitano una persona, ma piuttosto diverse manifestazioni di amore guidate dallo Spirito allo scopo di edificare la chiesa.

Leadership riconosciuta

I leader non sono autoproclamati, né costituiti, né nominati e imposti dall’esterno, ma sono identificati dalla comunità stessa e riconosciuti attraverso i frutti manifesti nelle loro vite.

Governo comunitario

Le azioni intraprese dal corpo, in particolare quelle che impongono un impegno collettivo, devono essere discernite e sostenute da quest’ultimo attraverso l’unità manifestata nel consenso e nell’accordo reciproco.

Raccolta fondi con uno scopo preciso

Ogni mobilitazione finanziaria deve essere effettuata con trasparenza e con uno scopo definito, gestita dalla comunità, senza generare il peso di impegni permanenti che comportino la necessità di una gestione professionale.

Crescita

Crescere non significa aumentare le strutture. La moltiplicazione è la strategia di espansione che richiede al corpo locale il successo nel discepolato e la maturità per continuare l’identità generata senza perdere l’essenza appresa.

Legame d'amore

Infine, l’elemento chiave e più importante: l’amore. Il desiderio di amare Dio e gli uomini è la forza motrice del nostro impegno a “fare chiesa”, a vivere qualcosa che non è facile, ma piuttosto costoso, doloroso e che richiede resilienza e perseveranza.

In pratica

Vuoi saperne di più? Guarda il video in cui spieghiamo gli aspetti pratici di una riunione come chiesa.

Diventa parte della nostra chiesa

Se desideri vivere questa sfida di essere chiesa in questa generazione e condividere la stessa visione e gli stessi principi che abbiamo noi, inviaci un messaggio e fisseremo un incontro per conoscerci e, se sarà volontà del Signore, camminare insieme in questo viaggio.

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